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martedì 22 marzo 2011

Tempi irregolari consiglia: su "Leggere:tutti" di marzo "Focus giovani scrittori - come farsi pubblicare"

 Leggere:tutti, rivista dedicata al mondo del libro e della scrittura, ospita questo mese un interessante e utile approfondimento per gli aspiranti scrittori. Ecco i titoli degli articoli proposti: I consigli di Federico Moccia per il piacere di scrivere (al di là dei gusti personali è sempre uno scrittore di successo che dà dei sensati consigli), La costruzione di un libro raccontata da Alberto Rollo (direttore letterario della Feltrinelli), Laboratori, scuole e master per chi ama scrivere, Consigli pratici per aspiranti autori: la parola agli editor (editors Edizioni E/O, Pequod, Nottetempo), Aspetta primavera, scrittore (sul perché non bisogna avere troppa fretta di pubblicare), Precario intellettuale? Sì, giovane scrittore, I libri che aiutano a scrivere e a trovare un editore, Decalogo dei buoni consigli per uno scrittore esordiente, L’agente letterario è il manager dello scrittore (chi è, cosa fa, perché serve un agente letterario), Il restyling di un manoscritto (perché è utile, anzi indispensabile sottoporre i propri testi a un editing prima di inviarli all’editore), L’intermediazione, una chance per lo scrittore(sempre sulla funzione degli agenti letterari).

sabato 8 gennaio 2011

Figaro. Proprio il barbiere, non il giornale!

Io sono docile, son rispettosa [….]ma se mi toccano dov'è il mio debole sarò una vipera. Lo conoscete il “Barbiere di Siviglia ovvero l’inutil precauzione” di Rossini? Va bene, niente opera questa volta. O quasi. Dunque: sono ancora qui alla Tempi Irregolari, dopo il mio primo intervento sul blog … insomma dopo avervi presentato il coccodrillo Gerard... sono qui in grazia di due benevoli seguaci che pare abbiano risposto positivamente al mio scritto. Pertanto prendetevela con loro! Ora, capita questo: giunge un manoscritto di un autore esordiente con al seguito il suo buon curriculum vitae. Si fa invero fatica a distinguere l’uno dall’altro: questo un tomo voluminoso, quello una sparuta risma di carta. Dopo non poche pagine del curriculum, si apre un catalogo: sapete quei lunghi elenchi omerici cui Eco stesso, ad esempio, in tempi recenti si è più volte dedicato nelle sue opere? Solo che non vi si descrivono le armi di Achille o che so io, no! E’ un inventario di scuole e corsi di scrittura creativa assiduamente frequentati dal sedicente scrittore. Un capolavoro, per altro; in sé, un’opera compilativa pronta per il mercato. Manca solo il titolo: L’agenda dell’esordiente o Il giornale dello scrittore. Proseguo, scivolando oltre fra le comuni vicissitudini dell’autore inedito e giungo agli hobbies: scrivere e sport. Vado al manoscritto: un’opera sullo sport? Affatto: vi si agitano fantasmi che vorrebbero diventare personaggi e magari porsi alla ricerca del povero autore che sta cercando a sua volta personaggi cui far fare qualcosa. Si perdono, invece, tutti nel nulla di una non storia, senza capo né coda. Un catalogo (l’ennesimo) scolastico redatto con cieca fiducia secondo i dettami di una manciata di regole. Giocherello alquanto con i fogli A4. Mi aiuta a formulare il pensierino della sera: prolificano le scuole di scrittura, prolificano gli scrittori, oh, certo, prolificano gli agenti letterari e le agenzie letterarie (e qui mi gioco il posto) … ma di costoro, qualcuno legge? Perché nessuno nel proprio curriculum di esordiente cita mai gli autori prediletti! Peggio: nessuno con cui si parli cita un autore prediletto. Ovvero statistica da sondaggio personale: Marquez (per i classici) Camilleri e Faletti (per il giallo), Baricco (per il romanzo giovane). Depongo pertanto curriculum, manoscritto e pensieri, afferro brutalmente dalla cartella due volumi. Sono indeciso: Zola (lo scrittore, con l’accento sulla à, non il calciatore) o l’ultima fatica di Eco? Sfoglio le biografie, alla ricerca di un dato: in appendice al volumetto grigio per quello, in internet per questo …. Strano. Non risulta abbiano frequentato corsi di scrittura creativa. Sovente, l’inutil precauzione di chi voglia farsi scrittore.

Stephen Pontano

lunedì 20 dicembre 2010

Cos’è un agente letterario?

Molto spesso mi è capitato di incontrare persone, autori compresi, che avevano un’idea molto vaga o errata di cosa fosse un agente letterario.
Quando si parla di agente letterario in Italia è impossibile non parlare della figura di Erich Linder che a partire dall’immediato dopoguerra ai primi anni ’80, rivoluzionò il rapporto tra scrittori e case editrici. Fu infatti li primo agente italiano a rendersi conto dello sfruttamento cui erano soggetti gli scrittori e cominciò a difenderli stipulando regolari contratti e chiedendo anticipi sulle royalties.
Diceva : “Credo che l’autore sia vittima dell’editore, il mio scopo è difendere i suoi interessi.”
“Bisogna tener conto che per un editore un libro che va male è solo un incidente, per un autore può essere la rovina… E spesso l’insuccesso di un libro dipende da motivi di cui solo l’editore è responsabile”: come per esempio una copertina inadatta, la scelta del momento sbagliato per il lancio, un insufficiente lavoro dell’ufficio stampa ecc. (Erich Linder, Fondazione Aroldo e Alberto Mondadori, Milano 2003).
In effetti, per poter scrivere serenamente, gli autori hanno bisogno di essere sollevati da questioni amministrative e l’agenzia letteraria si assume proprio il compito di difendere gli interessi dei propri autori, condurre trattative che portino ad affermare i loro libri, gestire poi l’amministrazione economica che ne consegue. In sostanza l’agente è un intermediario tra la creatività dell’autore e l’industria del libro di cui rappresenta la coscienza di mercato. Essendo, di fatto, un promotore di cultura, più che collocare un bestseller sul mercato dovrebbe costruire percorsi stabili e duraturi per gli autori, tutelandoli e promuovendoli nel tempo.
Negli ultimi anni nel nostro Paese si è assistito a forti mutamenti: concentrazioni editoriali, nascita di grandi gruppi, progressiva scomparsa di quella familiarità ed artigianalità che a lungo ha caratterizzato il nostro mondo editoriale. Contemporaneamente, sono mutati i cosiddetti “mestieri del libro”: tra questi, anche la figura dell’agente letterario, che oggi gode di una maggior accettazione e viene considerato per molti aspetti una figura “irrinunciabile” dagli editori e dagli scrittori. Non più soltanto lo specialista dei contratti, il controllore dei rendiconti, l’esattore di royalties, ma un operatore editoriale a tutto tondo, capace di aiutare i propri clienti a condurre nel miglior modo possibile ogni momento della vita di un libro, dalla progettazione alla stesura, dalla lettura alla valutazione, dall’editing alla promozione pubblicitaria, in Italia e all’estero.
Ovviamente deve seguire e conoscere a fondo questo settore editoriale operando una ricerca costante, partecipando a fiere, convegni, curando la realizzazione di interviste e rassegne stampa.
Sostanzialmente le sue tre funzioni principali nella filiera editoriale sono: la ricerca di autori (già affermati o no) nazionali da proporre sul mercato nazionale o stranieri da proporre sul mercato nazionale, autori nazionali da proporre a mercati stranieri; la ricerca dell’editore giusto, la tutela dell’interesse economico, ma anche e soprattutto professionale dell’autore.
Il rapporto tra agente e autore comincia con la lettura del manoscritto di cui è il primo lettore critico che ne valuta l’efficacia, il valore culturale e letterario e il possibile impatto sul mercato editoriale, provvedendo ad una scrematura del mare magnum di manoscritti proposti da sedicenti scrittori, alla ricerca dei testi validi da pubblicare, promuovere e diffondere.
Valuta quali possono essere gli editori più adatti al testo (è suo compito tenere costantemente sotto controllo le politiche editoriali, le collane, le pubblicazioni delle varie case editrici) che possano rappresentare l’autore nel tempo e cura che esso sia presentato nella sua forma migliore. I suoi interessi infatti, coincidono con quelli dell’autore e quindi tende a non proporre l’opera all’editore finché questa non è giudicata pronta per il mercato: questo costituisce anche una garanzia per l’editore, che quindi preferisce prendere in considerazione opere presentate da agenti. Infatti il contatto con le case editrici è fondamentale: l’agente letterario vende agli editor, e per riuscirci deve godere di credibilità ed autorevolezza, di assoluta professionalità e discrezione.
L’agente segue poi la gestione delle opere all’interno delle case editrici, tutelando l’autore fino all’auspicata firma del contratto di pubblicazione: suo compito principale è quello di stipulare i contratti con gli editori per conto dell’autore, di verificare che vengano onorati correttamente e di seguire gli aspetti amministrativi che ne derivano (pagamenti di anticipi e rendiconti).
Infine si adopera perché l’editore svolga al meglio il ruolo di promotore dell’opera presso tutti i canali (forza di vendita, media) contribuendo alla notorietà dell’autore.
L’attenzione dell’agente per la carriera del suo autore è evidente: è questi, e nessun altro, che lo paga con una percentuale sui suoi proventi. Dunque, più l’agente riesce a far aumentare i proventi dell’autore, più egli guadagna.
Ma il rapporto che l’agente instaura con l’autore non è e non deve essere un rapporto di semplice natura contrattuale, ma diventa di sostegno, critica, incoraggiamento, freno, affinché l’autore possa dare il meglio di sé e non si svenda, e affinché in certi casi accetti anche logiche a lui incomprensibili, ma che l’agente, con la sua conoscenza del mercato, crede opportune in determinati momenti.
Bibliografia: L’agente letterario da Erich Linder a oggi, a cura della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2004.
Barbara Griffini, Diritto d’autore, agente letterario e traduttore nella filiera editoriale, Udine : Forum, 2006 (Lezioni e letture ; 9).
Articolo di Job on line.

Astrid Pesarino